domenica 21 aprile 2013

SEDRIANO Ersilio Mattioni ed Ester Castano, gli alfieri del giornalismo d'assalto, davanti ai giudici per diffamazione

Del loro cosiddetto giornalismo d’inchiesta daranno conto in Tribunale, nonostante la cronica lentezza della giustizia. 
Sì,  Ersilio Mattioni ed Ester Castano, rispettivamente direttore e cronista del settimanale “l’Altomilanese” dovranno rispondere davanti ai giudici delle loro inchieste giornalistiche d'assalto, che evidentemente per i magistrati sono andati aldilà del mero esercizio del diritto di cronaca. 
Infatti la Procura della Repubblica di Biella ha fissato per il 18 dicembre prossimo l’udienza preliminare in cui i due cronisti dovranno comparire, a piede libero, davanti ai giudici per difendersi dall’accusa di diffamazione. 
Da quando il settimanale in edicola (settembre 2011) i due cronisti si sono scatenati in persistenti virulenti gratuiti attacchi contro l’amministrazione comunale. Da qui la denuncia, le indagini della Procura e infine la determinazione dell’udienza preliminare a conferma che i loro reportage tanto immacolati e oggettivi non devono essere stati. 
Ma se per Enrico IV “Parigi val bene una messa”, per Castano i guai giudiziari valgono la notorietà e (forse) una luminosa carriera giornalistica. In una società liquida come la nostra, che ha sempre bisogno di novità e protagonisti veri o di cartapesta per funzionare, è riuscita, complice la casualità, a farsi accreditare come una sorta di “eroina” dell’antimafia, come una cronista che ha scoperto la mafia (immaginaria) a Sedriano, come una pulzella che senza macchia e senza paura ha svelato i favolosi intrecci fra mafia e politica, come una marciatrice emerita a fianco dei dimostranti contro la mafia. 
Una  giornalista in servizio effettivo permanente della verità che, però, come un personaggio pirandelliano compone e scompone la sua identità in “una, nessuna, centomila”. 
Non solo. Si è pure conquistata impensabili spazi nell’informazione nazionale con interviste e collaborazioni e dulcis in fundo anche premiata per il suo coraggio di eroina intemerata e come se non bastasse si è guadagnata anche la ribalta teatrale. Che poteva volere di più? Nulla. Ma adesso saranno i giudici a dire se è stata vera e meritata fama, oppure se confezionata con colpi proibiti sulla pelle e le disgrazie altrui.


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